20/11/2017

Il senso di allevare – “Un cane è meglio del prozac”

Allevare, perché?

Penso che quando vi spiegano le difficoltà nell’allevare vi domandiate mentalmente “ma se è cosi una rogna, allora perché lo fai? deve essere per i soldi!!” – ad alcune persone si legge proprio questa conclusione… e non posso negare che parte di chi alleva lo viva come un lavoro, e non altro.
Me lo domando pure io, sul serio, perché? non starei meglio senza questa “rogna” tra le mani? Non sarebbe più piacevole avere un giardino in ordine o o al posto delle cucce da pulire, una bella aiuola profumata?…e non potrei stare meglio senza il pensiero del cibo da comperare, veterinario di consultare, vaccini, piscina dei cani, esercizi quotidiani, pensieri sul chi accoppiare con chi… e via dicendo?
Non è una bugia, se allevi come si deve non fai soldi. Non li fai perché quando hai due monete in più, pensi già a come spenderle per migliorare il tuo progetto di allevamento… ho la lista degli esami del DNA da fare, le cucce nuove da prendere, il corso da frequentare per migliorare il mio approccio al cane… e via discorrendo.
E poi, snoccioliamo due idee riguardo, una parola: IMPREVISTO – Se ti nasce il cane “non perfetto” lo devi regalare, anche se per lui hai speso più di veterinario che non per altri. Se ti resta il cucciolo oltre i tre mesi le persone pensano di avere il diritto di comperarlo a minor costo, tanto non è più un cucciolo… ma non pensano che io a quel cucciolo ho dato lo stesso da mangiare, l’ho curato, forse è ancora li perché ho anche declinato delle vendite se non mi convincevano gli acquirenti, mi sono presa cura del suo futuro… se non altro, ho dedicato/speso tempo.

Perché, allora, ci sono tanti allevatori? bene, ipotizziamo numeri:

Di 100 allevatori – 50 lo fanno per amore dei quattrini, 20 lo fanno perché è bello guadagnarci qualcosa con una passione, 15 lo fanno sognando di crescere il prossimo campione di quest’anno, 10 lo fanno perché hanno una idea del tipo di cane che vogliono “allevare/creare” e sperano di lasciare un segno nella storia della razza, 4 lo fanno perché vogliono preservare una selezione storica che ha radici nei tempi in cui la parola “gentiluomo” aveva un senso, un paio lo fanno perché sì… i masochisti… o forse vedono qualcosa che non c’entra con le solite motivazioni.
Chi sono io/noi/i BlackSheep? non lo so con certezza, non puntiamo a tramandare alle future generazioni l’amore per la selezione fatta a cavallo tra l’ottocento e il novecento perché quello è il cane da caccia e io non so manco tenere un fucile in mano, che dire cosa farmene di un’intero allevamento votato al riporto della selvaggina, non puntiamo ma nemmeno vicinamente al futuro campione, abbiate pazienza, l’occhio vuole la sua parte, ma non ho il pallino delle expo, o le vedo in modo diverso (oh! per carità, sono io che provo u’ansia della madonna a pensare di avere un cane che mi fissa fermo, immobile, solo per farsi fissare) lo facessimo per soldi venderei tutti i cani e investirei in borsa o lascerei in banca (si guadagna di più seduti sul divano).
Che sia ben chiaro, non sono contro o vedo male in chi fa queste cose, expo e caccia, chi insegue questi obbiettivi, in fondo, fa soltanto una cosa che io non so fare o una cosa che non mi motiva a farla… l’unica categoria che mi disgusta assai è chi lo fa per i soldi, chi non tutela i suoi cuccioli, chi non da una vita degna ai suoi riproduttori, chi truffa, inganna, chi USA il cane come sforna cuccioli, non considerando il benessere del cane.
Tornando a noi, è una bella passione, da tante emozioni… ma avverto nel cane un senso che non so se viene colto. Per me questa follia di allevare è una batteria che mi da la carica per tante altre cose, una mia personale terapia, forse sono una di quelle donne che stanno bene quando hanno un lavoro molto impegnativo…
La mia passione è per il valore emotivo che un cane rappresenta, il bello di crescere un cane è che in esso stai crescendo una piccola batteria emotiva per qualcuno, qualcuno che non conosci, ma al quale vorresti fa provare gli stessi brividi che provi tu (il benessere di coccolare un cane a fine serata, la gioia del suo rientro a casa… e quelle cose li… ) ok, forse sono un po masochista… o forse al posto di dare la questua alla chiesa, preferisco allevare cani… ma mentre lo scrivo penso “eh, ma io mi faccio pagare”… solo che vorrei farvi stare qui, dove sto io, affrontando le difficoltà, le ore di tensione dei parti, le spese, anticipando soldi per monte/accoppiamenti o spese mediche che ancora non sai se riavrai (per dirne una) e cosi via… cercando di garantirvi cuccioli sani, equilibrati, che possano essere un piacere, una coccola nella vostra vita… Di solito i lavori che chiedono grande dispendio di energia vengono ripagati a dovere… qui no… Se capitalizzasse spese, ore di lavoro e carico emotivo… ambe!!
Non so, che vi vedo dire? non so perché allevare… a volte me lo domando pure io, eppure penso che sia una cosa mia, personale… che mi porta a prendermi un casino per le mani per trasformarlo in un sorriso sulle vostre labbra. Ripaga quando ti chiamano o ti mandano la foto del patatolo e tu percepisci quello che il cane da alle persone.

Penso sia chiaro a questo punto perchè  Bruce Goldstein ha intitolato il suo libro “un cane è meglio del prozac”.

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