Filariosi Cardiopolmonare

secondo una ricerca CARDOTEK a base di Ivermectina è più efficace per combattere la Filariosi Cardiopolmonare che non la Milbemicina di MILBEMAX o INTERCEPTOR.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8836373/

La filariosi è una malattia parassitaria pericolosa che può colpire indistintamente cani, gatti e altri animali domestici. Potenzialmente letale, è provocata dalla filaria, un verme che prende questo nome per via della sua forma sottile e allungata, che ricorda appunto un filo.

Esistono due tipi di filaria che provocano due patologie diverse e distinte.

  1. Dirofilaria immitis: causa la cosiddetta filariosi cardiopolmonare, la forma più pericolosa. Può colpire il cane e il gatto.
  2. Dirofilaria repens: causa la filariosi sottocutanea che, pur essendo meno patogena, può dar vita alle cosiddette zoonosi, ovvero malattie trasmesse dagli animali all’uomo. 

L’infestazione da dirofilaria repens è diagnosticata dopo la rimozione chirurgica di un nodulo contenente il parassita.
La trasmissione della filariosi avviene principalmente tramite una semplice puntura di zanzara: in Europa il vettore principale della malattia è la zanzara tigre ma, in realtà, in alcuni casi anche pulci e zecche possono essere responsabili della parassitosi.

La malattia passa da un cane malato a uno sano seguendo uno schema ben preciso, che schematizziamo qui sotto:

  1. Un cane malato è un vero e proprio serbatoio della patologia: nel suo torrente circolatorio, infatti, sono presenti le cosiddette microfilarie, ovvero lo stadio larvale più piccolo del parassita: si chiamano L1
  2. Quando una zanzara punge un cane malato, le microlarve passano nell’insetto e qui la microfilaria si sviluppa fino allo stadio intermedio L3, infestante per il cane.
  3. La zanzara punge poi un cane sano e L3 viene trasmessa nel torrente circolatorio del cane punto
  4. Attraverso il sangue, L3 migra e raggiunge le arterie polmonari (i grossi vasi sanguigni vicino al cuore): qui cresce e in 3-4 mesi diventa una filaria adulta. 
  5. I parassiti in forma adulta possono sopravvivere fino a ben 7 anni e, una volta che gli esemplari maschi e femmine hanno raggiunto la maturità sessuale, si riproducono per rilasciare nel sangue le microfilarie L1. 
  6. Il ciclo ricomincia da capo e dal cane malato, le microfilarie possono raggiungere un altro cane sano attraverso un vettore (zanzara, pulce, zecca)

Il ciclo biologico appena descritto appartiene esclusivamente alla Dirofilaria immitis che, come abbiamo visto, causa la pericolosissima filariosi cardiopolmonare. La dirofilaria repens, al contrario, dopo l’infestazione resta nei tessuti connettivi sottocutanei, dove raggiunge la maturità sessuale.

Sintomi della filariosi: come si manifesta la malattia

La filariosi non è così semplice da individuare, soprattutto perché nei cani la malattia può essere asintomatica per molti anni. Eppure i sintomi riconoscibili sono molti e un po’ di attenzione da parte di chi accudisce il pet può fare la differenza.

Prima di passare all‘elenco dei sintomi della filariosi facciamo una piccola premessa: nonostante la sua denominazione, la filariosi cardiopolmonare è essenzialmente una patologia polmonare: la filaria, infatti, è in gran parte localizzata nelle arterie polmonari e il cuore viene coinvolto solo quando la malattia progredisce ed è ormai a uno stato avanzato. La sintomatologia della filariosi può insorgere gradualmente: esordisce infatti con la tosse cronica, seguita da affanno respiratorio e debolezza. Possiamo poi ritrovare altri importanti segnali nell’inappetenza, l’anoressia e la perdita di peso.

Le alterazioni infiammatorie che si creano a livello dei grossi vasi vicino al cuore possono inoltre determinare insufficienza cardiaca congestizia fino alla comparsa di edema a carico dell’addome e, talvolta, degli arti. Segni acuti della malattia possono insorgere improvvisamente, soprattutto durante la fase cronica a seguito di un grave tromboembolismo legato alla morte spontanea dei vermi: in questi casi si può manifestare sia la difficoltà respiratoria che la tosse con sangue.

Ci teniamo a tranquillizzare tutti coloro che possiedono un cane: la morte improvvisa, per fortuna, è un evento raro ma si può verificare in seguito a gravi problemi respiratori.

Se il tuo cane presenta uno o più sintomi della filariosi e abiti a Varese o provincia, rivolgiti alla Clinica Veterinaria Anicura CMV: il nostro staff sarà pronto ad aiutarti, indicandoti il piano terapeutico corretto per il tuo caso.

Prevenzione della Filariosi

Prevenire la filariosi è possibile e, con un po’ di attenzione, il tuo cane sarà al sicuro dall’eventuale sviluppo della malattia. Prima di scoprire concretamente cosa fare per tenere lontana la filaria, facciamo una piccola digressione epidemiologica sul parassita.

Sotto accusa, infatti, ci sono anche i cambiamenti climatici: l’aumento delle temperature ha come conseguenza l’incremento sia del numero sia delle specie di vettori presenti nel nostro paese. Il pericolo, in questo caso, non è solo per nostri amici a quattro zampe ma anche per gli esseri umani. All’aumentare dei vettori, infatti, si incrementa anche il rischio e l’incidenza delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo. 

Attualmente l’ESCCAP (European Scientific Counsel Companion Animal Parasites®) considera l’Italia una zona endemica per la filariosi cardiopolmonare, benché siano presenti differenze nell’incidenza da regione a regione. In effetti la frequenza della trasmissione e della diffusione della Dirofilaria dipendono da una serie di fattori ambientali, come la temperatura, la quantità e la densità di vettori (come le zanzare) e la presenza di animali serbatoio, ovvero soggetti malati con microfilaria che rappresentano in tutto e per tutto il reservoir di infestazione. 

Non dimentichiamo, poi, che oggi gli animali si spostano molto di più rispetto al passato, sia per turismo che per le classiche staffette di adozione: il movimento di cani malati da aree endemiche e infestate (come l’Italia o la Spagna) a zone non endemiche ha avuto come conseguenza la diffusione capillare della filariosi.  

  1. Proteggere il cane dalla filaria

Come proteggere il cane dalla filaria? Il multi-approccio è il metodo che funziona di più. Sarebbe infatti sempre opportuno associare i farmaci per la profilassi della filariosi cardiopolmonare con prodotti repellenti che tengono lontani i vettori (come le zanzare) così da prevenire i pasti di sangue da parte degli insetti. 

Oggi tenere lontane le zanzare dai nostri cani è possibile. Ogni prodotto, però, ha una frequenza di applicazione diversa: diventa quindi fondamentale leggere bene il bugiardino o chiedere consiglio al veterinario. Scopriamo quali sono i principali prodotti repellenti.

  • Collari: generalmente hanno una durata d’azione più lunga ed è possibile tenerli continuativamente anche per diversi mesi; 
  • Spot on: tendenzialmente durano un mese. Devono essere applicati lontano da bagni, divaricando bene il pelo così da permettere l’assorbimento del prodotto da parte della cute: solo così si garantisce la loro efficacia. Si ricorda che è fondamentale assicurarsi in funzione del proprio pet quali sono i giusti spot on da applicare: molti prodotti per il cane, infatti, sono invece estremamente tossici nel gatto!
  • Compresse/tavolette: i prodotti per la prevenzione delle pulci e delle  zecche non garantiscono repellenza per le zanzare. 
  • Vermifughi: la somministrazione mensile di lattoni macrociclici in formulazione topica o orale durante l’intera stagione di trasmissione è efficace contro le larve L4 di Dirofilaria che si sono sviluppate nel corso dei 30 giorni precedenti il trattamento e ne prevengono lo sviluppo alla forma adulta. Diversi principi attivi, da soli o in associazione con altri parassiticidi, sono disponibili sul mercato veterinario in diverse formulazioni (compresse e pipette).

Se utilizzati ai dosaggi consigliati, nessuno è causa di effetti collaterali nei cani portatori del gene MDR1 (vedi collie, pastori australiani loro incroci e altre razze). La somministrazione mensile deve iniziare non oltre 30 giorni dall’inizio della stagione di volo dei vettori ed essere continuata fino al tardo autunno. Nell’Europa del sud, invece, il trattamento dovrebbe iniziare ad aprile e continuare fino novembre-metà dicembre.

In alternativa, una formulazione iniettabile a base di moxidectina in microcapsule è disponibile per il trattamento dei cani di età superiore ai 3 mesi. Il prodotto è in grado di fornire una protezione di 6 mesi e deve essere somministrato dal veterinario.

FONTE: ANICURA – clinica veterinaria Varese

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