Fonti storiche — Labrador Retriever

Narrative of a Journey
across the Island
of Newfoundland

La fonte più citata sull'origine del Labrador Retriever. Cormack attraversò Terranova a piedi nel 1822 e scrisse il passaggio che ogni storico della razza cita: la prima documentazione scritta della coesistenza delle due varietà di pelo nel Cane di St. John.

Titolo completo
Narrative of a Journey across the Island of Newfoundland
Autore
William Eppes Cormack
Anno del viaggio
1822
Prima pubblicazione
1873 (St. John's)
Lingua
Inglese
Rilevanza
Prima documentazione scritta delle due varietà di pelo del Cane di St. John
Dominio pubblico
Chi era Cormack

Il primo europeo
a attraversare Terranova a piedi.

William Eppes Cormack era un naturalista scozzese nato a St. John's, Terranova, nel 1796. Nel 1822, all'età di 26 anni, compì l'impresa di attraversare a piedi l'isola di Terranova da est a ovest — il primo europeo documentato ad averlo fatto. Il suo resoconto di viaggio descrive la fauna, la flora, le popolazioni native e i coloni della costa, ed è in questo contesto che compaiono i cani da lavoro dei pescatori, con l'osservazione sul pelo che sarebbe diventata la citazione più riprodotta nella storia del Labrador Retriever.

Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1873 — cinquant'anni dopo il viaggio — basandosi sul manoscritto originale di Cormack. Lord George Scott lo cita esplicitamente nel 1936 nel suo libro sulle origini del Labrador come prova documentale della coesistenza delle due varietà di pelo nell'antenato comune della razza.

Il passaggio chiave

Le due varietà di pelo
del Cane di St. John nel 1822.

Nel descrivere i cani da lavoro dei pescatori della costa di Terranova, Cormack scrive il passaggio che sarebbe diventato la pietra angolare di ogni storia della razza. Lo riporto qui nel testo originale inglese, esattamente come appare nel manoscritto e come viene citato da Lord Scott nel 1936.

"The dogs here are admirably trained as retrievers in fowling, and are otherwise useful. The smooth or short-haired dog is preferred, because in frosty weather the long-haired kind become encumbered with ice upon coming out of the water."
W. E. Cormack, Narrative of a Journey across the Island of Newfoundland, 1822 — citato in Lord George Scott, The Labrador Dog: Its Home and History, 1936, p. 17

Questo passaggio dice due cose fondamentali. Prima: i cani venivano usati come retrievers — erano già cani da riporto, non solo da slitta o da pesca. Seconda: esistevano due varietà di pelo dello stesso cane da lavoro. La preferenza per il pelo corto era esclusivamente pratica: in un clima polare, il pelo lungo ghiacciava all'uscita dall'acqua. Non c'era alcun giudizio di purezza, di qualità o di appartenenza razziale — era una scelta funzionale dettata dal clima.

La conseguenza logica

I pelo lungo andavano in Inghilterra.
E ci sono rimasti.

La preferenza dei pescatori per il pelo corto aveva una conseguenza diretta: i cuccioli a pelo lungo — ugualmente capaci, ugualmente intelligenti, ugualmente adatti al riporto — erano meno utili sul posto. Venivano venduti agli inglesi che li portavano nelle tenute scozzesi e inglesi dove il clima mite non poneva il problema del ghiaccio. È questa la ragione per cui il pelo lungo sopravvisse nella genetica del Labrador anche dopo un secolo di selezione verso il pelo corto: non fu mai completamente eliminato perché era già distribuito nelle linee di sangue importate in Inghilterra.

Nel 1861 Lambert de Boilieu, agente commerciale nella regione del Labrador negli anni '50 dell'Ottocento, confermò la stessa situazione in termini quasi identici: "i cani spediti in Inghilterra con mantello ruvido e ispido sono inutili sulla costa; il cane di razza autentica e funzionale ha il pelo liscio, corto, molto liscio e aderente al corpo." Quarant'anni dopo Cormack, la situazione non era cambiata: i pelo lungo continuavano a essere esportati in Inghilterra.

Il contesto del passaggio

Cormack non stava scrivendo
di razze canine.

È importante capire il contesto in cui Cormack scrive questo passaggio. Non stava studiando i cani, non stava scrivendo un libro di cinofilia, non aveva interesse a descrivere varietà razziali. Stava semplicemente raccontando ciò che vedeva: i cani dei pescatori della costa di Terranova, usati come strumenti di lavoro. La menzione delle due varietà di pelo è incidentale — una nota pratica sul perché si preferiva uno all'altro — non una classificazione tassonomica. Questo rende il passaggio ancora più prezioso: non è un'opinione, è un'osservazione diretta di chi era lì.

Questo passaggio è citato in: Lord George Scott, The Labrador Dog: Its Home and History, 1936, p. 17
Labrador Retriever Club of Southern California, History of the Labrador Retriever
Project Upland, Long-Coated St. John\'s Water Dog Origins, History, and More
E in quasi ogni storia del Labrador Retriever pubblicata dal 1936 ad oggi.
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